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- Tribunale di Ascoli Piceno ordinanza 12.02.2021 – Rigetto richiesta provvisoria esecuzione – Prestito al consumo

Il caso di specie tratta una questione di particolare rilievo per i consumatori che, abbiano effettuato un acquisto di prodotti in vendita presso un esercizio commerciale mediante, un finanziamento.

In particolare, si è contestato che, oltre allo specifico finanziamento per l’acquisto del prodotto, la società finanziaria abbia fatto accendere anche una carta revolving, senza però predeterminare in forma scritta le condizioni del credito.

Il Tribunale, ha quindi recepito le doglianze dell’opponente ed ha ritenuto di non concedere la provvisoria esecuzione al decreto ingiuntivo in quanto, “considerato che il contratto posto a base del ricorso monitorio è riferito essenzialmente al prestito per l’acquisto di una lavatrice già onorato, mentre solo una clausola in calce, non specificamente sottoscritta, dà conto della mera possibilità che Agos concedesse un ulteriore finanziamento su carta di credito (le condizioni applicate al rapporto di finanziamento, anche ove effettivamente svoltosi, dovrebbero dunque essere vagliate con eventuale c.t.u. per il ricalcolo del saldo)”.

- Procura della Repubblica – Provvedimento del 11.02.2021 di “Sospensione delle procedure di esecuzione forzata a seguito di istanza ex art. 20 comma 7, L. N. 44/1999”

La Procura della Repubblica, applicando scrupolosamente la normativa inerente le provvidenze pubbliche premiali in favore di chi denunci fatti di usura e/o estorsione, riconosce che, sussistendo i presupposti di Legge, il PM è tenuto a concedere la sospensione dei termini ex art. 20 L. 44/99, previa verifica: a) della richiesta alla Prefettura, dell’erogazione del mutuo (usura) e/o dell’elargizione (estorsione); b) dell’elenco delle procedure esecutive in corso; c) della possibilità di ritenere che la domanda di sospensione sia ricollegata ai fatti denunciati.

- Tribunale di Ascoli Piceno Sentenza n. 64 del 28.01.2021 – Revoca integrale del decreto ingiuntivo € 1.460.646,11 – Decadenza fideiussioni specifiche

Il presente caso concerne l’opposizione a decreto ingiuntivo emesso e notificato a 4 fideiussori di una società di capitali, con cui veniva intimato il pagamento di € 1.460.646,11.

Il Tribunale, nell’accogliere l’opposizione, revocando integralmente il decreto ingiuntivo ha espresso importanti principi a presidio dei fideiussori.

In particolare, ha dichiarato come, a fronte dell’eccezione di decadenza ex art. 1957 c.c., “L’unica istanza utile astrattamente ad impedire la decadenza coincide con il ricorso monitorio depositato del 25 ottobre 2018”, non valendo quindi a tal fine la semplice diffida di pagamento.

Altro importante principio recepito in Sentenza, è quello per cui, “E’ infondata la tesi di parte opposta secondo cui non vi è la necessità dell’istanza ex art. 1957 c.c. in quanto il contratto concluso è qualificabile come contratto autonomo di garanzia (sulla applicabilità dell’art. 1957 c.c. al contratto autonomo di garanzia in caso di espressa pattuizione, Cassazione n. 2762/2015; sulla sufficienza, in tal caso, della richiesta stragiudiziale Cassazione n. 22346/2017)”.

Inoltre, stante l’accessorietà della garanzia rispetto all’obbligazione principale, la stessa non può essere qualificata come contratto autonomo di garanzia.

Infine, “non essendo la clausola di pagamento "a prima richiesta" incompatibile con l'applicazione dell'art. 1957 c.c., spetta al giudice di merito accertare la volontà in concreto manifestata dalle parti con la sua stipulazione (Cassazione n. 16825/2016)”.

- Tribunale di Rimini ordinanza 02.02.2021 sospensione titolo esecutivo (mutuo).

Il Tribunale di Rimini, a fronte delle numerose contestazioni spiegate in sede di opposizione all’esecuzione ex art. 615 I° co. c.p.c. che, “potenzialmente appaiono idonee a paralizzare l’efficacia del titolo medesimo”, dispone la sospensione dell’efficacia esecutiva del mutuo.

In particolare, si segnala come, la mancata produzione del titolo esecutivo, ossia del mutuo, ricada quale conseguenza negativa a sfavore del precettante, in questo caso della Banca.

- Tribunale di Ascoli Piceno ordinanza 26.01.2021 sospensione titolo esecutivo (mutuo) per superamento limite finanziabilità

Nell’ambito di una opposizione all’esecuzione ex art. 615 co. 1 C.p.c. promossa dal fideiussore di una società, il Tribunale di Ascoli Piceno, con ordinanza del 26.01.2021, emessa in sede cautelare, ha disposto la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, nel caso di specie un mutuo fondiario, ritenendo fondata l’eccezione inerente il superamento del limite di finanziabilità.

In particolare, l’eccezione venne dedotta sulla scorta del valore di stima effettuata nell’ambito della procedura esecutiva a carico della debitrice principale.

Il Tribunale, richiama e condivide il più recente orientamento di legittimità, in base al quale “il rispetto del limite di finanziabilità è una norma imperativa di ordine pubblico, la cui violazione determina la nullità integrale del contratto in quanto norma posta a presidio di diritti indisponibili sottesi a superiori interessi pubblici, finalizzati a stimolare la mobilizzazione della proprietà immobiliare e ad agevolare le attività imprenditoriali”.

In ragione di ciò e del fatto che, “indipendentemente dalle conseguenze che vorranno farsi derivare dal mancato rispetto della norma di cui all’art. 38 TUB (nullità ovvero conversione del mutuo), nel caso di specie, la pretesa esecutiva del creditore risulterebbe comunque viziata dall’omessa notifica del titolo posto a fondamento della esecuzione in forza della deroga prevista dall’art. 41 TUB”, è stata disposta la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo.

Studio Legale Alessio Orsini

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